Tumore al polmone: valutazione geriatrica multidimensionale
Paziente Anziana con Carcinoma Mammario
Controversies in Genitourinary Tumors

Immunoterapia oncologica: Atezolizumab nei pazienti con tumore polmonare avanzato esprimente PD-L1


L’immunoterapia con Atezolizumab risulta attiva nei pazienti con tumore polmonare avanzato esprimente PD-L1, a prescindere dalla linea di trattamento nello studio BIRCH.
Un più prolungato follow-up nello studio POPLAR ha evidenziato che Atezolizumab migliora la sopravvivenza globale in misura maggiore rispetto a Docetaxel ( Taxotere ) come terapia di seconda linea nei pazienti con tumore del polmone non-selezionati.
In entrambi gli studi di fase II, l'efficacia dell’inibitore PD-L1è risultata correlata con lo stato di espressione della proteina PD-L1.

Studio BIRCH

Più di 30.000 pazienti sono stati sottoposti a screening nel 2014 per lo studio BIRCH a braccio singolo; di questi il 34% era PD-L1-positivo.
In tutto, 667 pazienti affetti da tumore del polmone non-a-piccole cellule ( NSCLC ), PD-L1-positivo, localmente avanzato o metastatico, hanno ricevuto 1.200 mg di Atezolizumab per via endovenosa ogni 3 settimane come terapia di prima linea o linea successiva.

Il test immunoistochimico Ventana SP142 è stato usato per misurare l'espressione di PD-L1 sia sulle cellule tumorali ( CT ) sia sulle cellule immunitarie ( CI ).
Circa la metà dei pazienti ( 46% ) aveva livelli molto alti di espressione di PD-L1 ( stato CT3 o CI3 ).

I pazienti sono stati stratificati in tre coorti: coorte 1, i pazienti non avevano ricevuto una precedente terapia; coorte 2, i pazienti avevano ricevuto una precedente chemioterapia a base di Platino; coorte 3, i pazienti erano stati trattati con almeno due chemioterapie, tra cui un regime a base di Platino.

Il tasso di risposta obiettiva ( ORR ) di revisione indipendente ( endpoint primario ) è stato, rispettivamente, del 19%, 17%, e 17% per le tre coorti, ed è aumentato al 26%, 24% e 27%, quando l'analisi è stata ristretta ai pazienti con stato CT3 o stato CI3.
La maggior parte delle risposte sono in corso ( più del 61% in CT3 e CI3 ).
I tassi di sopravvivenza a 6 mesi sono stati: 82% nella coorte 1, 76% nella coorte 2, e 71% nella coorte 3, e, rispettivamente 79%, 80%, e 75% nei pazienti con stato CT3 o stato CI3.
I dati di sopravvivenza globale non sono ancora maturi dopo un follow-up mediano di 8.8 mesi, ma i tassi di sopravvivenza a 6 mesi sono in linea con i risultati riscontrati nello studio POPLAR nei pazienti con due o tre linee precedenti di terapia.

Gli eventi avversi di grado ¾, correlati al trattamento, si sono verificati nell’11% dei 659 pazienti valutabili, con il 5% dei pazienti che ha interrotto Atezolizumab a causa di un evento avverso.

Il profilo di sicurezza è risultato in linea con gli studi precedenti che avevano valutato Atezolizumab in monoterapia, senza segnali imprevisti o differenze di tossicità tra coorti.

Studio POPLAR

Lo studio POPLAR ha valutato il trattamento con Atezolizumab 1200 mg per via endovenosa ogni 3 settimane rispetto a quello con Docetaxel 75 mg/m2 per via endovenosa ogni 3 settimane fino a progressione della malattia, nei pazienti con carcinoma del polmone non-a-piccole cellule, localmente avanzato o metastatico ( seconda o terza linea ), che era progredito dopo un precedente trattamento con Platino.

Un totale di 287 pazienti sono stati stratificati per espressione di PD-L1 sulle cellule immunologiche, istologia, e numero di precedenti regimi chemioterapici.
Il 16% dei pazienti aveva uno stato di CT3 o CI3.

Con 13 mesi di follow-up, all’analisi intent-to-treat ( ITT ), Atezolizumab ha presentato una maggiore sopravvivenza rispetto a Docetaxel ( mediana 12.6 vs 9.7 mesi, HR=0.73; p = 0.040 ).

Quando l'analisi è stata stratificata per l'espressione di PD-L1, gli hazard ratio erano 0.49 per i pazienti CT3 o CI3 ad altissima espressione di PD-L1, 0.54 per i pazienti con stato TC2/3 o CI2/3 pazienti, 0.59 per i pazienti con stato CT1/2/3 o CI1/2/3, e 1.04 per quelli senza alcuna espressione di PD-L1.

Il beneficio di sopravvivenza globale è stato osservato sia nei pazienti con istologia squamosa ( HR=0.80 ) sia in quelli con istologia non-squamosa ( HR=0.69 ).

Il tasso di risposta complessivo è stato del 15% per Atezolizumab e Docetaxel nell'analisi ITT. La risposta globale differiva nel sottogruppo ad altissima espressione di PD-L1, rispettivamente 38% versus 13%, ma non negli altri sottogruppi di PD-L1.
La durata mediana della risposta è stata di 14.3 mesi con Atezolizumab e 7.2 mesi con Docetaxel ( HR=0.41; P = 0.033 ), con la maggior parte delle risposte in corso. ( Xagena2015 )

Fonte: European Cancer Congress, 2015

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