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Enzalutamide negli uomini con cancro prostatico non-metastatico, resistente alla castrazione


Gli uomini con tumore alla prostata non-metastatico resistente alla castrazione e un livello di antigene prostatico specifico ( PSA ) in rapida crescita sono ad alto rischio di metastasi.
Si è ipotizzato che Enzalutamide ( Xtandi ), che prolunga la sopravvivenza globale tra i pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione, possa ritardare le metastasi negli uomini con tumore prostatico non-metastatico resistente alla castrazione e un livello di PSA in rapido aumento.

In uno studio di fase 3, in doppio cieco, sono stati assegnati in modo casuale uomini con tumore alla prostata non-metastatico resistente alla castrazione e un tempo di raddoppiamento del PSA di 10 mesi o meno che continuavano la terapia di deprivazione androgenica a ricevere Enzalutamide ( alla dose di 160 mg ) oppure placebo una volta al giorno.

L'endpoint primario era la sopravvivenza libera da metastasi definita come il tempo dalla randomizzazione alla progressione radiografica o come il tempo alla morte senza progressione radiografica.

In totale 1.401 pazienti ( tempo di raddoppiamento del PSA mediano, 3.7 mesi ) hanno subito randomizzazione.

A giugno 2017, 219 pazienti su 933 ( 23% ) nel gruppo Enzalutamide presentava metastasi o era deceduto, rispetto a 228 su 468 ( 49% ) nel gruppo placebo.

La sopravvivenza mediana libera da metastasi è stata di 36.6 mesi nel gruppo Enzalutamide rispetto a 14.7 mesi nel gruppo placebo ( hazard ratio per metastasi o morte, HR=0.29; P minore di 0.001 ).

Il tempo al primo utilizzo di una successiva terapia antineoplastica è stato più lungo con il trattamento con Enzalutamide rispetto al placebo ( 39.6 vs 17.7 mesi, HR=0.21; P minore di 0.001; tale terapia è stata utilizzata nel 15% rispetto al 48% dei pazienti ) così come il tempo alla progressione del PSA ( 37.2 vs 3.9 mesi, HR=0.07; P minore di 0.001; la progressione si è verificata nel 22% rispetto al 69% dei pazienti ).

Alla prima analisi ad interim della sopravvivenza globale, 103 pazienti ( 11% ) trattati con Enzalutamide e 62 ( 13% ) trattati con placebo erano deceduti.
Eventi avversi di grado 3 o superiore si sono verificati nel 31% dei pazienti trattati con Enzalutamide, rispetto al 23% di quelli trattati con placebo.

In conclusione, tra gli uomini con tumore alla prostata non-metastatico e resistente alla castrazione con un livello di PSA in rapida crescita, il trattamento con Enzalutamide ha comportato un rischio clinicamente significativo di metastasi o morte inferiore del 71% rispetto al placebo.
Gli eventi avversi sono stati coerenti con il profilo di sicurezza noto di Enzalutamide. ( Xagena2018 )

Hussain M et al, N Engl J Med 2018; 378: 2465-2474

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