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Melanome

Ipilimumab in combinazione con Paclitaxel e Carboplatino come trattamento di prima linea nel carcinoma polmonare non-a-piccole cellule in stadio IIIB/IV


Ipilimumab ( Yervoy ), un anticorpo monoclonale anti-CTLA-4, ha mostrato un beneficio di sopravvivenza nel melanoma con eventi avversi gestiti secondo lineeguida definite da un protocollo.

Uno studio di fase II nel carcinoma polmonare ha valutato l’attività di Ipilimumab più Paclitaxel ( Taxol ) e Carboplatino ( Paraplatin ).

Pazienti ( n=204 ) con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule, naive per la chemioterapia, sono stati assegnati in maniera casuale e in un rapporto 1:1:1 a ricevere Paclitaxel ( 175 mg/m2 ) e Carboplatino ( area sotto la curva [ AUC ], 6 ) con placebo ( controllo ) oppure Ipilimumab in 1 dei 2 seguenti regimi: Ipilimumab somministrato contemporaneamente ( 4 dosi di Ipilimumab più Paclitaxel e Carboplatino seguiti da 2 dosi di placebo più Paclitaxel e Carboplatino ) oppure Ipilimumab somministrato secondo fasi ( 2 dosi di placebo più Paclitaxel e Carboplatino seguiti da 4 dosi di Ipilimumab più Paclitaxel e Carboplatino ).

Il trattamento è stato somministrato per via intravenosa ogni 3 settimane per un periodo uguale o inferiore a 18 settimane ( induzione ).

I pazienti idonei all’arruolamento hanno proseguito il trattamento con Ipilimumab oppure placebo ogni 12 settimane come terapia di mantenimento.

La risposta è stata valutata utilizzando i criteri di risposta immuno-correlati e i criteri WHO modificati.

L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione immuno-correlata.
Altri end point erano: sopravvivenza libera da progressione, tasso di migliore risposta generale, migliore risposta generale immuno-correlata, sopravvivenza generale e sicurezza.

Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario di miglioramento di sopravvivenza libera da progressione immuno-correlata per il trattamento di Ipilimumab in fasi versus controllo ( hazard ratio [ HR ], 0.72; P=0.05 ), ma non per Ipilimumab impiegato contemporaneamente ( HR=0.81; P=0.13 ).

Ipilimumab in fasi ha anche migliorato la sopravvivenza libera da progressione in base ai criteri WHO modificati ( HR=0.69; P=0.02 ).

Ipilimumab in fasi, Ipilimumab contemporaneo e trattamento controllo sono risultati associati a una sopravvivenza mediana libera da progressione immuno-correlata, rispettivamente, di 5.7, 5.5 e 4.6 mesi; una sopravvivenza mediana libera da progressione, rispettivamente, di 5.1, 4.1 e 4.2 mesi; una miglior risposta generale immuno-correlata, rispettivamente, di 32%, 21% e 18%; una miglior risposta generale, rispettivamente, di 32%, 21% e 14%; e una sopravvivenza generale mediana di 12.2, 9.7 e 8.3 mesi.

I tassi generali di eventi avversi immuno-correlati di grado 3 e 4 sono stati 15%, 20% e 6% per Ipilimumab in fasi, Ipilimumab contemporaneo e controllo, rispettivamente.

Due pazienti ( 1 paziente nel gruppo Ipilimumab contemporaneo; 1 paziente nel gruppo controllo ) sono deceduti per tossicità correlata al trattamento.

In conclusione, Ipilimumab in fasi più Paclitaxel e Carboplatino hanno migliorato la sopravvivenza libera da progressione immuno-correlata e la sopravvivenza libera da progressione.
Questi dati forniscono elementi a sostegno di ulteriori approfondimenti sull’uso di Ipilimumab nel carcinoma polmonare non a piccole cellule. ( Xagena2012 )

Lynch TJ et al, J Clin Oncol 2012; 30: 2046-2054


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