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Sedazione farmacologica palliativa nei malati terminali


I malati terminali possono presentare una varietà di sintomi di fine vita, tra cui delirio, agitazione, ansia, insonnia, dispnea, dolore, vomito e stress psicologico e fisico.
Nella fase terminale della vita questi sintomi possono diventare refrattari e impossibili da tenere sotto controllo con le terapie palliative specifiche per questi sintomi.
Per dare sollievo a questi sintomi refrattari una potenziale soluzione è la terapia palliativa sedativa. Nei malati terminali la sedazione ha lo scopo di dare sollievo dai sintomi refrattari, impossibili da controllare con altri metodi.
Farmaci sedativi, come le benzodiazepine, possono controllare il livello di sedazione e il suo effetto è reversibile.

Sono stati analizzati i benefici della sedazione farmacologica palliativa in relazione alla qualità di vita, alla sopravvivenza e ai sintomi refrattari su malati adulti terminali durante il periodo terminale della loro vita.

Sono stati individuati 14 studi, i quali hanno coinvolto 4.167 adulti, 1.137 dei quali avevano ricevuto la sedazione palliativa.
Più del 95% delle persone soffrivano di malattia oncologica.

Tutti gli studi erano una serie di casi consecutivi, solo tre avevano una raccolta di dati prospettici.
Il margine di errore era alto, a causa della mancanza di randomizzazione.

Nessuno studio ha misurato la qualità di vita o il benessere dei partecipanti, che rappresentava il principale endpoint di questa ricerca.

Cinque studi hanno misurato il controllo dei sintomi, mediante l'utilizzo di quattro differenti metodi.

Dai risultati è emerso che, oltre alla sedazione, al delirio e alla dispnea, dei malati terminali ci sono altri sintomi problematici.
Il controllo degli altri sintomi sembra essere simile tra i pazienti sedati e quelli no.

Solo uno studio ha analizzato gli effetti collaterali dei farmaci sedativi e non ha trovato niente di rilevante.

4 pazienti su 70 hanno manifestato delirio indotto dai farmaci.

Lo studio non ha evidenziato problemi di soffocamento.

13 studi hanno analizzato il tempo di sopravvivenza dal momento del ricovero o della diagnosi fino alla morte e nessuno di essi ha dimostrato differenze statistiche sostanziali tra pazienti sedati e non.

Da questa ricerca non è emersa con evidenza l’efficacia della sedazione palliativa sulla qualità di vita delle persone e il controllo dei sintomi.
Si è evidenziato invece che la sedazione palliativa non accelera la morte.
Sono necessari ulteriori studi che misurino specificatamente l’efficacia e la qualità di vita nei pazienti sedati, comparati con i non-sedati, e quantifichi gli effetti collaterali. ( Xagena2015 )

Fonte: Cochrane Database of Systematic Reviews, 2015

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